martedì 7 agosto 2007

Palestina di Joe Sacco


Cosa pensate voi se vi parlo di fumetti??Scommetto che alla maggior parte dei miei (pochi:D) lettori sia venuto in mente TOPOLINO,SPIDERMAN e vari supereroi,MANGA,DYLAN DOG e via dicendo.Bè sicuramente il pensiero non è sbagliato anzi...autorevolissima riflessione.Ma oggi vi parlo di un altro genere di fumetti,le graphic novel o "romanzi a fumetti",da Will Eisner si inizia a parlare di questo genere ((e se non conoscete Eisner...DOVETE!!!!!é UN ORDINE!!!)).

In particolare oggi voglio parlare di Joe Sacco...((che in tema al blog è sicuramente un esponente della mia idea di cambiamento)).Sacco nasce a Malta nel 1960,ma si trasferisce con la sua famiglia prima in Australia poi negli USA dove si laurea in giornalismo e inizia a lavorare per piccole testate...la sua passione per i fumetti lo riporta a malta dove per la prima volta ne pubblica uno. La sua opera più famosa è sicuramente Palestina,pubblicato in una serie di 9 albi e uscito nel 1996.
La storia della guerra tra Arabi e Israeliani ormai la conosciamo tutti è entrata con forza è insistenza nelle nostre casa e nei nostri discorsi, la troviamo alla radio, nei quotidiani, nei telegiornali,etc...Sacco ha deciso di proporcela in maniera diversa dal solito.
La scelta di effettuare un reportage a fumetti su questi avvenimenti è innovativa,il fumetto è un mezzo che rievoca l’infanzia e la spensieratezza,il lettore di Sacco che fa queste considerazioni crede che trovandosi in mano un libro a fumetti l’argomento sia più leggero da assimilare. In realtà non credo che sia così, Sacco ci “sbatte in faccia” una realtà dura, vista con gli occhi di un occidentale impacciato che osserva e ascolta le tragedie e la disperazione degli altri senza poter fare nulla per cambiarla. E’ un diario di viaggio, di un viaggio di un giornalista reporter che si muove con un blocco note e una macchina fotografica pronto a mostrarci non la verità storica o la notizia del giorno ma andare al fondo al problema, cercare la causa e l’effetto di una realtà quotidiana che è disastrosa realtà.
Joe Sacco è uno degli artisti che ha maggiormente caratterizzato la scena del fumetto degli anni '90. Le sue storie più conosciute descrivono le realtà di situazioni calde internazionali - dal Medio Oriente ai Balcani - e il suo approccio 'pressoché giornalistico è stato senza dubbio innovativo nel mondo dei fumetti.
Comunque, Sacco sembra essere quel qualcuno in cerca di un approccio diverso: decise di recarsi in prima persona nelle zone a rischio e fece ritorno con testimonianze di persone che gli avevano raccontato le esperienze da loro vissute in quei terribili momenti.
Sacco ha tentato, inoltre, di tracciare il background storico e di descrivere il clima politico di queste regioni, trattando argomenti ben diversi da quelli che si trovavano abitualmente nei fumetti. Le sue informazioni erano spesso diverse anche da quelle che i media ufficiali fornivano. Questa è stata una delle ragioni per cui Sacco è divenuto noto non solo tra gli appassionati di fumetti, ma soprattutto tra persone interessate alla realtà storica che i suoi fumetti descrivono. Se si combina questo con la sua abilità narrativa e il suo tratto elegante e preciso è comprensibile e giustificato il fatto che sia uno dei fumettisti di cui si è più parlato negli anni '90.

Trovo il testo di Sacco interessante perché oltre che non prescindere dalla realtà storica, nel fumetto si trovano le storie di vita delle persone intervistate dall’autore ma nella realtà oggettiva dei fatti.
Attraverso le strade di Gerusalemme, Gerico, ecc troviamo la dura realtà della guerra vissuta in prima persona dall’autore e dalle persone che incontra: donne, bambini, soldati israeliani, turisti, guerriglieri palestinesi e israeliani.
La maniera di descrivere i fatti è del tutto innovativo per un reporter, infatti, Sacco ci dà una visione globale con i suoi commenti sulle persone e i fatti, le sue sensazioni, le sue emozioni negative o positive.
A mio parere una visione tragicomica della questione. Tragica per ovvi motivi ovvero la guerra, gli attentati la visione di villaggi distrutti e famiglie disperse, in ogni immagine traspare la disperazione e lo scontento delle vittime oppure la fierezza di alcuni guerriglieri di combattere per una giusta causa.
La parte comica del fumetto l' ho trovata nei commenti di Sacco, commenti senza pietà, cinici e sarcastici. Commenti in cui l’autore fa trasparire la sua insofferenza per i continui racconti di guerra e il vittimismo di molti (a mio parere giustificato!), commenti in cui Sacco non risparmia nessuno.

Non ho altro da dire su Palestina...solo leggetelo.


ps:ammettiamolo per questo intervento ho utilizzato una mia ricerca etnografica sul fumetto che ho fatto per un seminario all università...lo giuro è opera mia,niente copia-incolla!!!!^____^

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